Festival della psicologia

festival psicologia locandina

Dopo il successo dell’edizione 2015, capace di richiamare oltre undicimila appassionati e curiosi, torna “Stiamo Fuori”,  il “Festival della Psicologia” organizzato dall’Ordine degli Psicologi del Lazio per fare conoscere al pubblico, in modo originale e interattivo, le numerose risorse offerte dalla scienza della mente. L’evento di quest’anno, organizzato con il patrocinio del Ministero della Salute, si concentrerà il 23-24 maggio in tre piazze della Capitale, distinte per aree tematiche: piazza San Silvestro (perinatalità e scuola), piazza del Popolo (alimentazione e cronicità) e piazza della Repubblica (lavoro e sport).

 In queste location i gazebo dell’Ordine, aperti dalle 10 alle 21, offriranno ai cittadini un’ampia gamma di opportunità conoscitive e ludiche per familiarizzare con la psicologia.

Tutti coloro che prenderanno parte all’edizione 2016, poi, avranno  diritto a un voucher – scaricabile all’indirizzo http://www.festivalpsicologia.it/psicologi-aderenti/ – per una consulenza psicologica gratuita, eventualmente convertibile in un percorso di terapia a tariffa agevolata.

N.B. Avendo aderito all’iniziativa coloro che volessero usufruire della possibilità di una consulenza psicologica gratuita possono scaricare il voucher, entro il 31 maggio 2016 e contattarmi per richiedere un appuntamento  ai seguenti riferimenti:

Dott.ssa Valentina Moretti

tel. 3381428250

mail: studio.morettivale@gmail.com

L’urlo trattenuto in oncologia…

…“Signora Wondy, mi dispiace molto darle questa notizia. Speravo proprio che fosse qualcosa di diverso. In due punti sospetti abbiamo trovato cellule tumorali. Ha un carcinoma duttale bifocale nel seno destro. A sinistra invece non abbiamo trovato nulla.”

…Avrei voluto urlare al vento i peggiori insulti ma mi sono trattenuta. In quel momento avrei cancer-suffer-loneliness-1_600x350-598x348voluto essere in un altro tempo e in un altro spazio farmi piccola piccola e ritrovarmi nel lettone profumato di lavanda di mia mamma, solo io e lei e farmi stringere forte…ma subito quell’ immagine si è dissolta, così come è venuta e sono tornata padrona della situazione. Volevo sapere a cosa sarei andata incontro e per farlo dovevo parlare con qualcuno che ne sapesse molto più di me. Un chirurgo, un oncologo, un camice bianco che mi desse risposte e speranza.

Perché proprio a me? Era una domanda stupida, ma le parole mi sono uscite di bocca da sole non ho potuto bloccarle o forse non volevo. Si erano fermate sulle labbra per tutto il giorno ma quando è sceso il buio e mi sono infilata sotto le lenzuola di casa si è aperta la diga… Ero divorata dalle domande e da un’insana ignoranza. Non sapevo nulla di quanto mi sarebbe successo, ma solo che ci ero dentro fino al collo.

Dal libro…

Nelle parole scritte da Francesca Del Rosso autrice del libro “Wondy Ovvero come si diventa supereroi per guarire dal cancro” ritrovo la maggior parte delle donne che hanno richiesto il mio sostegno per affrontare il loro dolore.

Il dolore fisico, la sofferenza psichica fatta di smarrimento, di perdita del controllo, perdita di sicurezza, di protezione, dei progetti fatti, fatta di rabbia, di impotenza, del bisogno di proteggere sè stessi e gli altri e di ingoiare quella paura, che desidera essere urlata, ma per il timore che possa diventare concreta si preferisce evitarla. E’ necessario quindi trovare uno spazio simile,  al  “lettone profumato di lavanda di mia mamma”, come scrive l’autrice di Wondy, in cui liberarsi e non essere soli ad affrontare il proprio dolore. Questo spazio e questo accompagnamento possono essere, oltre che ritrovati nelle persone che ci stanno accanto, anche offerti da uno psicologo sia attraverso percorsi individuali che famigliari, che attraverso la costituzione di gruppi.

Lasciati accogliere…

Baby Day

Ecco alcune immagini del Baby Day che si è tenuto lo scorso 7 maggio in occasione del quale ho incontrato genitori in attesa per confrontarmi con loro sul tema della paternità in gravidanza condividendo gioie e preoccupazioni; i quali a loro volta si sono confrontati con l’ostetrica Sonia sui temi dell’allattamento e sessualità in gravidanza e si sono affidati alle mani del body painter Michela per il Belly Painting. Un grazie a tutti coloro che hanno partecipato e all’Associazione “I Lampionai” per l’invito e l’organizzazione dell’evento.

 

 

LA SPA DELLE MAMME…

 

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La SPA delle mamme è il nome dato al ciclo di incontri di condivisione durante i quali  le mamme in attesa del loro bambino potranno condividere insieme le gioie, i timori, le preoccupazioni e le curiosità in merito alla gravidanza, in un ambiente rasserenante, tranquillo, dove condividere, sospendere e risolvere ansie e paure con l’aiuto di figure professionali competenti.

Esercizi di rilassamento, tisane, massaggi alla mamma e al feto ( ad opera della nostra operatrice olistica), racconti, creeranno un clima caldo ed accogliente grazie alla vostra voglia di parteciparvi.

Ci incontriamo di giovedì, con frequenza quindicinale, presso la sede di  Via di Sant’Ippolito, 9 00162 Roma.

Gli incontri saranno facilitati dalla dott.ssa Valentina Moretti, psicologa, che condividerà col gruppo la sua esperienza nel sostegno alla maternità, mentre per chi desiderasse rilassarsi con un bel massaggio per mamma e feto verrà affidata alle mani esperte dell’operatrice olistica Stefania Tavilla.

N.B.per le mamme che non possono recarsi fisicamente allo studio per partecipare agli incontri è possibile seguire il percorso su skype

 

PER INFO E PRENOTAZIONI CONTATTARE:

Dott.ssa Valentina Moretti

Tel.3381428250

Mail: studio.morettivale@gmail.com

 

COSTI: 20 EURO AD INCONTRO

Pet loss counseling, consulenza psicologica per chi soffre la perdita dell’amico a 4 zampe

 

Gli americani definiscono pet loss la reazione dolorosa alla perdita di un animale domestico. Molte persone donano il loro affetto non solo ai cuccioli, ma anche ad animali anziani o sofferenti cui offrire calore e cure per il tempo che resta loro da vivere; e così accade che presto, questi, diventino un amico, un compagno di vita (soprattutto per chi è solo), un membro della famiglia, qualcuno cui voler bene. Quando vengono a mancare, quindi, il dolore che si prova è pari all’affetto provato, (tanto forte quanto forte era l’affetto), e alle img_4283pecualiarità della relazione uomo-animale per il fatto che: gli animali amano incondizionatamente per cui non vi è conflitto, risentimenti, nè giudizio: qualsiasi cosa farà il padrone sarà sempre ben voluto; è una relazione fatta di rituali e abitudini che si ripetono quotidianamente, comunicano attraverso sguardi, gesti, carezze che rendono la relazione emotivamente molto intensa; ed infine è una relazione di dipendenza continua dall’essere umano che stimola in quest’ultimo un forte senso di protezione, di controllo e di “genitorialità”, oltre che, un’ importante responsabilità perchè dovrà prendere importanti decisioni relative alle sue cure e all’accompagnamento alla morte il che nel lutto potrà portare a vivere sensi di colpa.

Purtroppo non sempre questo dolore trova accoglienza, comprensione, legittimazione dal contesto sociale, amicale e familiare in cui si vive. La frase che spesso ci si sente rivolgere, come incoraggiamento a reagire è: “Era solo un animale”, frase che veicola un pregiudizio diffuso e implicito, secondo cui sarebbe sconveniente piangere la morte di un animale come, se non di più, la morte di una persona. Di conseguenza al dolore per la perdita del proprio amico speciale si somma, la sensazione di stare soffrendo per una sciocchezza, e  la vergogna di parlarne. Perciò le persone evitano di esternare e condividere la
loro sofferenza, la negano, la reprimono, come se tacendo le parole si potesse tacere anche il dolore, bloccando il processo psichico di elaborazione del lutto e aumentando il senso di solitudine e di estraniazione. In realtà per superare il lutto, occorre passarci dentro, attraversarlo parlando dei ricordi, di ciò che è successo, liberamente tutte le volte che se ne ha bisogno. Chi soffre per la perdita del proprio animale sente la mancanza fisica di esso, del suo odore, dei suoi rumori, delle loro consuetudini.

Elaborare il lutto non significa dimenticare chi abbiamo perso ma creare uno spazio mentale in cui accoglierlo attraverso i ricordi e le emozioni che li accompagnano.

Poichè, quindi, potrà capitare che le persone intorno a chi ha perso un amico a 4 zampe non riescano a comprendere l’entità del dolore bisognerà accettare l’eventualità non arrivi da loro ma da qualcuno di esterno. Il pet loss counselling serve proprio a questo ad essere supportati nel proprio dolore con qualcuno che possa accoglierlo. Come si chiede aiuto ad uno psicologo per elaborare il lutto di una persona molto cara così è legittimo farlo per chi perde il proprio amico speciale.

Io offro il mio aiuto

lutto animali

N.B. Per la stesura dell’articolo ringrazio i clienti dello studio che hanno condiviso con me la loro sofferenza e la lettura, oltre che delle pubblicazioni scientifiche, del libro: “E’solo un gatto” di Elena Angeli.