Chi sono

Psicologa specializzata in Psicologia Oncologica e Mediatrice Familiare

Sono la dott.ssa Valentina Moretti, dopo aver conseguito la laurea specialistica in Psicologia Dinamica e Clinica presso l’Ateneo “La Sapienza”, mi sono formata come Mediatrice Familiare frequentando il master biennale in Mediazione Familiare e specializzata in psicologia oncologica frequentando il corso biennale presso l’Istituto Nazionale Tumori “Regina Elena” di Roma.

Attualmente sto ultimando la mia formazione come psicoterapeuta ad orientamento sistemico relazionale.

La mia esperienza professionale mi ha portato, nel corso degli anni, a collaborare come psicologa e formatrice con: aziende ospedaliere, istituti di ricerca, associazioni di volontariato.

Di cosa mi occupo:

Svolgo la mia attività clinica privata che riguarda il sostegno psicologico:

  • nel trattamento della sintomatologia ansioso-depressiva
  • persone, coppie, famiglie che sperimentano difficoltà relazionali e comunicative, conflitti, o che stanno vivendo  un momento critico, di confusione in relazione alla fase del ciclo vitale in cui si trovano;
  • per le persone che soffrono a causa di patologie oncologiche ed ai loro familiari sia attraverso colloqui individuali, famigliari, o gruppi di auto-mutuo-aiuto
  • alle coppie che soffrono a causa della loro infertilità: il sostegno è offerto sia per l’elaborazione del dolore che questa condizione comporta sia il supporto nel prendere la decisione conseguente: sottoporsi alla procreazione medicalmente assistita o adottare? sia durante l’uno o l’altro percorso intrapreso. Il sostegno è offerto sia tramite la partecipazione ai gruppi di auto-mutuo-aiuto sia tramite i colloqui di coppia o individuali
  •  per l’elaborazione del lutto anche per chi ha perso un amico a 4 zampe
  • sostegno alle coppie: attraverso la terapia di coppia o la mediazione familiare nel caso di separazioni
  • conduzione gruppi di parola per i figli di genitori separati
  • sostegno alla genitorialità: il sostegno è offerto sia ai genitori in attesa, che ai neo genitori attraverso la partecipazione ai corsi di preparazione alla nascita che ai corsi per l’accompagnamento nel post- partum oppure attraverso colloqui di coppia o individuali; sia ai genitori con bambini da 0 a 3 anni e in età scolare che ai genitori di ragazzi adolescenti

 

Il mio approccio :

L’approccio che mi guida nello svolgere il  mio lavoro è il modello sistemico relazionale.

Il modello relazionale o sistemico piuttosto che interessarsi alle dinamiche intrapsichiche esclusivamente individuali o alla ricostruzione storica a partire dall’infanzia, focalizza l’attenzione sul processo interattivo e comunicativo in corso tra i membri di un sistema. Per sistema si intende un complesso di componenti in interazione reciproca. La teoria che è alla base della terapia sistemica è che il comportamento è funzione della relazione. La tendenza dei sistemi interattivi ad organizzarsi secondo regole (le relazioni presentano delle regolarità che diventano prevedibili perché tendono a riproporsi con frequenza) è evidente soprattutto in quei sistemi che si fondano su una rete abituale di rapporti che ne garantiscono un certo grado di continuità e stabilità. Esempio di questi sistemi è la famiglia, gruppi di amici, colleghi di lavoro classi scolastiche. Alcuni sistemi interattivi presentano una sufficiente flessibilità delle regole di relazione interne, altri invece una particolare rigidità che impedisce adeguati mutamenti in risposta all’emergere di nuove tendenze evolutive. E’ in questi ultimi sistemi che compaiono più facilmente manifestazioni di sofferenza o di patologia con comportamenti sintomatici. Il sintomo, quindi, non è il prodotto di una mente folle ma coinvolge l’intero sistema di appartenenza dell’individuo. La diagnosi in questa terapia, anche se è solo un individuo a manifestare comportamenti sintomatici e patologici, cerca di mettere in luce il significato del sintomo all’interno del contesto e l’intervento terapeutico mira a favorire il riassorbimento del sintomo stimolando un cambiamento del sistema che renda lo stesso sintomo inutile.
(tratto da “il vaso di Pandora”di Cancrini L. , La Rosa C.)
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