STERILITA’ IDIOPATICA O SINE CAUSA

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“NON CI PENSARE”

Quante volte ci siamo sentiti rivolgere queste parole quando desideravamo ardentemente un qualcosa che tardava ad arrivare e, più la dicevano più il nostro desiderio aumentava e, con lui, la paura che non si realizzasse. Paura che, a sua volta, finiva con il condizionare pensieri e comportamenti ostacolando, in parte, la realizzazione stessa del desiderio creando così un circolo vizioso. Più si avverte la paura e la frustrazione più quelle parole feriscono perchè impossibile smettere di pensare a ciò che ci fa soffrire.

E’ ciò che accade alle coppie che decidono sia arrivato il momento di concepire il proprio figlio, il quale però non arriva. Inizialmente si pensa sia questione di tempo tutti dicono di non pensarci perchè l’ansia ostacola il concepimento, poi però il ritardo inizia a preoccupare e allora si consultano i medici. A volte, in seguito a queste consultazioni emergono problematiche a carico della donna (37,1%) o a carico dell’uomo (29,3%) o di entrambi (17,6%).  Nel restante 15,1% dei casi, secondo i dati del Registro Nazionale Procreazione Medicalmente Assistita, non si riscontrano problematiche organiche che ostacolano il concepimento e si parla, quindi, di infertilità idiopatica.  In questo caso  l’infertilità potrebbe essere di natura psicogena e ascriversi a vissuti emotivi che, se non riconosciuti e quindi inespressi, evitati, trovano possibilità di emergere soltanto attraverso il corpo.

Il nostro corpo grida quando le emozioni non parlano… questo perchè mente e corpo sono in relazione tra di loro, la mente si trova nel corpo esattamente come un qualsiasi altro suo organo ed è in relazione con esso, perciò quando la mente soffre e i vissuti emotivi di sofferenza non trovano possibilità di espressione, condivisione e accoglienza, il disagio si trasferisce su altre parti del corpo.

Infertilità psicogena

Tendenzialmente quando si parla di infertilità psicogena ci si riferisce a componenti inconsce che ostacolano il concepimento ascrivibili a vissuti emotivi che entrano in conflitto con il desiderio consapevole di avere un figlio. Vissuti che possono essere suscitati: dalle relazioni con le famiglie di origine, o ad esperienze vissute al loro interno; vissuti che possono, per esempio, consistere nella paura di sentirsi inadeguati come genitori o di perdere aspetti importanti della propria vita assumendo il ruolo genitoriale; vissuti che possono essere suscitati dal contesto lavorativo o sociale o, ancora, a specifiche dinamiche della propria relazione di coppia, oppure da altre esperienze traumatiche che non sono state ancora elaborate: malattie, aborti ecc.

Stress psicologico e infertilità

Sebbene sia difficile dimostrare l’ipotesi che dietro l’infertilità si celi un fattore psicologico, ciò che è certo è che un disturbo della fertilità può portare la singola persona e la coppia ad una crisi che può protrarsi per anni, con una sofferenza psicologica notevole che può investire vari ambiti della vita,come quello coniugale, lavorativo sociale e sessuale provocando una serie di ripercussioni sul benessere psichico.

Diversi studi, della medicina psicosomatica, hanno dimostrato come lo stress psicologico (soprattutto alti livelli di depressione e di ansia) suscitato dalla difficoltà di concepire un figlio, dalle tecniche invasive della procreazione medicalmente assistita e dai fallimenti dei tentativi, influisca sul corpo arrivando ad inibire spermatogenesi e ovulazione, oppure, inibendo la formazione dell’embrione o dell’impianto dell’embrione sulla parete dell’utero, attivando un circolo vizioso per cui l’infertilità genera stress e lo stress genera infertilità, indotta dallo stress. 

Alcune volte si sperimenta un senso di colpa di essere ricorsi alla PMA, per essere aiutati nel concepimento, perchè contrario a quanto atteso dalle famiglie di origine o dal contesto sociale in cui si è inseriti, o dai propri valori religiosi, per cui questo aiuto è vissuto con ambivalenza da una parte accettato dall’altro odiato perchè genera così sensi di colpa, ricorda il proprio stigma, accentuando il senso di solitudine e di difettosità.

Come può intervenire il sostegno psicologico

Di fronte a questi vissuti di forte disagio capaci di mettere in crisi la persona e la coppia la mente è chiamata ad un significativo, e difficoltoso processo di elaborazione.

L’intervento psicologico potrebbe aiutare a far emergere gli aspetti inconsapevoli e gestire i vissuti emotivi connessi all’esperienza dell’infertilità e del percorso di PMA, al fine di consentire un’elaborazione psichica del disagio vissuto, all’interno di uno spazio protetto e una relazione terapeutica improntata sulla fiducia, sull’alleanza, e sull’assenza di giudizio, offerti da un percorso terapeutico.

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